Lo scorso 19 Febbraio presso la Camera dei Deputati, nella suggestiva Sala Multimediale dei Gruppi Parlamentari, si è svolto il Convegno – Presentazione del libro “Human Factor – Il lavoro di team negli ambienti ad alto rischio” del Com.te Antonio Chialastri, membro del Comitato Scientifico del Centro Studi Trasporto Aereo Sicurezza & Ambiente – S.T.A.S.A

L’evento rappresenta la prima di tre iniziative promosse da S.T.A.S.A. per migliorare la cultura della prevenzione nel nostro Paese, incentrata sui comportamenti dell’uomo nei sistemi complessi.
Seguiranno:

• giornata di studio sull’organizzazione della prevenzione e della sicurezza nel sistema trasporti (19 Marzo p.v. );
• “Corso di Alta Formazione per operatori di diritto e professionisti dei trasporti” (ultima decade di Maggio p.v.).

Per entrambe le suddette iniziative si provvederà, a breve, a fornire il materiale di promozione dei due eventi unitamente alle modalità di registrazione.
Numerose e qualificate sono state le presenze al convegno di quasi tutti gli organismi preposti a svolgere attività a così detto rischio autorizzato.
Occasione di incontro e di confronto di grande rilievo perché ha posto al centro del dibattito la questione della sicurezza dei sistemi complessi nelle sue varie forme: l’aviazione, la medicina, le centrali nucleari, le piattaforme petrolifere, il controllo del traffico aereo, il trasporto marittimo e ferroviario, i mezzi di ricerca e soccorso e tutte quelle attività che si confrontano quotidianamente con un alto livello di rischio.

Il Convegno, coordinato dal presidente del Centro S.T.A.S.A. dott. Bruno Barra, oltre ad affrontare il tema specifico del libro efficacemente presentato dal suo autore e dai relatori che si sono succeduti (Dott.ssa Alessandra Rea, Dott. Maurizio Scholtze, Com.te Dario Romagnoli, Dott. Luigi Arru, Prof. Fabrizio Bracco) ha consentito, nel corso del dibattito, ad esponenti di diversi organismi complessi di esprimere il loro punto di vista sul fattore umano quale elemento su cui puntare per garantire alti standard di sicurezza. Il tema, tuttavia, non può essere disgiunto da un forte impegno di vertice, da parte delle Organizzazioni e delle Istituzioni, nel ricercare la corretta mitigazione delle responsabilità individuali in un contesto più ampio, che non può prescindere dalla valutazione sull’efficacia e cogenza delle norme, degli assetti organizzativi e decisionali, delle nuove tecnologici e delle procedure, evitando che la mera attribuzione della colpa dell’operatore finale possa essere assunta quale unico parametro di riferimento per la prevenzione del rischio.

L’obiettivo di S.T.A.S.A. è quello della divulgazione e dell’elaborazione di proposte concrete per rendere l’intera filiera dei sistemi complessi non solo più sicura ma anche coerente con gli studi e gli standard dei Paesi avanzati che hanno già da tempo adottato metodologie ispirate al principio secondo il quale è necessario, da subito, “allenare” la risorsa umana, ovunque impiegata, a fornire risposte forti già all’insorgere dei primi segnali deboli di criticità.

In tale contesto il libro del Com.te Chialastri rappresenta una sorta di manuale didattico che dovrebbe entrare a far parte dei programmi di studio di Istituti Superiori e delle Università nelle discipline dedicate a selezionare e preparare i giovani a svolgere attività in ambiti in cui elevato è il rischio e la responsabilità, nonché a costruire i presupposti per una preparazione sulle cosiddette no-technical skill, quale indispensabile patrimonio propedeutico all’accesso al mondo del lavoro nelle organizzazioni ad elevata complessità.
Il testo presentato ha una forte valenza pratica oltre che didattica in quanto porta all’attenzione del grande pubblico e di conseguenza della politica, elementi che, diversamente, rimarrebbero circoscritti nell’ambito strettamente professionale.

Lo sforzo encomiabile fatto dall’Autore è quello di far capire a tutti – perchè la sicurezza è un interesse di tutti – cosa si cela dietro le dinamiche, a volte misteriose, accessibili solo agli iniziati delle professioni tecniche.
Ne emerge un quadro molto interessante, in cui si rimette al centro il fattore umano, analizzandone le varie sfaccettature, dalle prestazioni psico-fisiche al lavoro di gruppo, dalla trattazione degli errori al rapporto con le macchine.

Il messaggio dato dall’Autore è significativo, poiché – a fronte del mero principio che le tecnologie avanzate possano da sole arginare gli errori – riposiziona l’uomo al centro dei processi decisionali evitando, quindi, che il suo operato sia avvertito non come elemento di minaccia del sistema altrimenti perfetto, ma come risorsa con elevate potenzialità che va conosciuta, gestita, coltivata.

Non esistono sistemi a prova di errore o di incidente; questo vale in tutti gli ambienti ad alto rischio. Ancora oggi, infatti, molte persone muoiono a causa di errori involontari la cui magnitudo impone la necessità di individuare, per tempo, una policy di sicurezza delle performance umane sorretta non solo dal sapere e dal saper fare ma anche dal “saper essere” proprio con riferimento alla interazione dell’uomo con tutte le componenti in causa.

Sbagliare è umano, ma possiamo limitare questi errori attraverso uno studio sistematico dell’uomo, delle sue caratteristiche psico-fisiche, dei suoi comportamenti in gruppo ma anche delle sue ineludibili capacità di successo. Questo messaggio forte, che arriva da questo libro, deve essere uno spunto per migliorare non solo il sistema aeronautico, ma anche altri settori come la medicina.
S.T.A.S.A. ritiene che in primis la politica, intervenendo efficacemente anche sul piano legislativo, ha bisogno di queste riflessioni, di queste elaborazioni teoriche, per poter capire e di conseguenza intervenire a tutela dell’interesse collettivo.
Perché la sicurezza è interesse di tutti.