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ingegneriIn Italia il D.P.R 137/2012 “Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali”,prevede che tutte le professioni ordinate siano soggette all’obbligo della Formazione Continua, al fine di mantenere o migliorare la propria qualifica professionale.

Il D.P.R 137/2012 prescrive ad ogni professionista, al fine di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, l’obbligo di curare il costante aggiornamento delle proprie competenze, precisando che “la violazione dell'obbligo costituisce illecito disciplinare”.

Il Consiglio Nazionale Ordine Ingegneri CNI, ha ribadito che “nel caso in cui un iscritto compia un atto professionale senza essere in possesso del numero previsto di 30 CFP, il Regolamento prevede il deferimento al Consiglio di disciplina che (tramite un Collegio di disciplina) dovrà esaminare la situazione e decidere se applicare, in modo assolutamente autonomo e osservando le forme del procedimento disciplinare, una sanzione disciplinare”.

Gli Ingegneri hanno voluto sottolineare che “ogni situazione che potrebbe dar luogo all’apertura di un procedimento disciplinare, compresi i casi di violazione dell’obbligo di aggiornamento professionale, deve essere esaminata come caso a sé stante e che la sanzione disciplinare può eventualmente variare da un minimo (avvertimento) ad un massimo (sospensione/cancellazione dall’albo)”.

 

La Formazione Continua per Ingegneri iscritti all’Albo Nazionale è regolamentata dal Testo Unico 2018 Linee di Indirizzo per applicazione del “Regolamento per l’aggiornamento della competenza professionale”

Il “Regolamento per l’aggiornamento della competenza professionale”, adottato dal Consiglio Nazionale Ingegneri nella seduta del 21 giugno 2013 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 13 del 15 luglio 2013 vincola, in conformità alle previsioni del Regolamento e per il conseguimento delle relative finalità generali, i professionisti, come definiti all’art. 1, comma 1, del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137, gli Ordini territoriali, i rispettivi organi di autogoverno e i loro enti di diretta emanazione e ogni altro soggetto autorizzato dal CNI ad erogare attività di formazione professionale continua nel settore dell’Ingegneria ai sensi dell’art. 7 del

La premessa del Testo Unico 2018 riporta:

l’aggiornamento delle competenze professionali nel settore dell’Ingegneria persegue i seguenti obiettivi:

- la VALORIZZAZIONE della libertà, della responsabilità e dell’autonomia formativa degli iscritti all’Albo degli Ingegneri;

- la PROMOZIONE di idee innovative, attraverso il confronto tra percorsi formativi liberi;

- il COINVOLGIMENTO degli iscritti nell’apprendimento informale, non formale e formale, per consentire che ogni professionista ingegnere costituisca una risorsa dinamica per la società;

- l’INCENTIVAZIONE delle funzioni di orientamento e di accompagnamento alla professione dell’ingegnere, in particolare per i più giovani;

- la VALORIZZAZIONE della certificazione delle competenze;

- l’IMPLEMENTAZIONE nel tempo di un modello formativo proattivo che impedisca la cristallizzazione delle diverse competenze riconducibili al settore dell’ingegneria e permetta ai professionisti di accrescere le proprie conoscenze, di esplorare ambiti diversi e delineare scenari inediti.

L’unità di misura della Formazione Continua è il Credito Formativo Professionale (CFP) espresso in ora di lezione1 ORA = 1 CFP

L’Ing. Andrea Dari editore di Ingenio (Magazine on-line), in un suo interessante articolo del 20/12/2020 (https://www.ingenio-web.it/29345-lobbligo-della-formazione-continua-professionale-la-soluzione-degli-ingegneri-e-i-7-euro-del-cni-per-i-crediti) afferma: “Quindi non conta se ho progettato un edificio, una stazione dell'alta velocità, o sono vent'anni che progetto impianti elettrici, se ho diretto i lavori della costruzione di una scuola pubblica, se ho fatto gratuitamente ispezioni di agibilità, dopo ogni terremoto conta se ho 30 crediti professionali. “

Per Legge dunque, agli Ingegneri Liberi Professionisti è fatto obbligo di avere almeno 30 CFP, ma quali sono le regole per gli Ingegneri Iscritti all’Albo che non praticano la Libera Professione ?

La percentuale di Ingegneri iscritti all’Albo Nazionale che non esercita la libera professione è in crescita.

La Pubblica Amministrazione e le Industrie private sono alla continua ricerca di Ingegneri.

Questa folta schiera di tecnici dipendenti paga la fee annuale per essere iscritto all’Albo, contribuisce negli anni alla copertura dei costi di una struttura,di cui non si avvale.

Gli Iscritti all’Albo degli Ingegneri che non esercitano la libera professione, per regolamento non necessitano di CFP, hanno però sicuramente bisogno di formazione e network.

Questi tecnici, rappresentano quota rilevante del Capitale Umano e Professionale dotato di competenze altamente specialistiche, in grado di contribuire alla crescita del Paese.

In realtà quindi con una visione più attenta l’Ordine Provinciale è un grande valore per il territorio, esso è hub di competenze e di formazione tecnica.

A Modena abbiamo un modo di dire l’Ordine è “la Casa dell’Ingegnere” in questo motto si vuole intendere un punto di incontro e confronto culturale in area tecnica al di fuori del proprio ambito lavorativo. Chi desidera dialogare con altri iscritti, si iscrive alle Commissioni anche se per ragioni storiche sono prevalentemente orientate alla Libera Professione dell’Ingegnere Civile.

Il perimetro di azione di una Commissione, i cui membri operano come volontari nel tempo libero, è troppo piccolo.

Pur essendo doveroso un impegno di tutti gli Iscritti alle attività ordinistiche, esistono limiti, specie nella messa a terra di Alta Formazione.

Offerte formative degli Ordini Provinciali e dialettica delle Commissioni, spesso sono lontane dall’Industria e dalle Tematiche Transdisciplinari di aule miste formate da tutte le professioni Ingegneri, Avvocati, Medici, Commercialisti, Dirigenti e Ingegneri Dipendenti della Pubblica Amministrazione o Industria, sia iscritti che non iscritti all’Albo.

Dobbiamo stimolare azioni proattive al cambiamento del sistema CFP per Alta Formazione.

Nella regola 1 CFP=1 ORA manca completamente il criterio di gamma, non specifica il valore dei contenuti e non evidenzia la qualifica dei docenti

Ad oggi al CNI non risultano attivi Tavoli di lavoro per Alta Formazione ad Aula Mista Transdisciplinare o Tavoli per raccogliere le istanze degli Ingegneri Industriali che non praticano la Libera Professione.

Una proposta può essere quella di fare uno sforzo per esprimere una attenzione maggiore ai regolamenti per migliorare la potenzialità del dialogo tra Commissioni e Provider.

Chi sono esattamente i Provider ?

Secondo l’Art.7, comma 1 del Regolamento per l’aggiornamento delle competenze professionali, un provider è un soggetto autorizzato dal CNI ad erogare eventi formativi alla cui frequenza è riconosciuto il conseguimento di CFP per l’ingegnere discente.
La procedura di autorizzazione provider è prevista dall’art. 7 del Regolamento.
Sul sito del CNI sono elencati oltre 300 Provider, ma non è chiara la loro Mission di sinergia con il CNI ed i pillar della loro offerta formativa con CFP.

Durante alcune riflessioni maturate con eventi CFP sviluppati in ambito transdisciplinare si è prodotto un circolo di idee, da cui si è staccata una azione individuale per appoggiare e collaborare all’accreditamento del Centro Studi Stasa come provider CNI. Le motivazioni della scelta del Centro Stasa sono molteplici e significative.

Il Centro Stasa opera da tempo con tavoli di lavoro tecnici e transdisciplinari, può gestire e modulare aule FAD ed in presenza, ha sede a Roma, baricentro tra Nord e Sud, ha nella sua matrice l’innovazione e il dialogo a livello Europeo ed Internazionale.

Lo scopo del lavoro del Centro Studi Stasa come provider CNI, è quello di favorire modelli moderni di life long learning in area tecnica, per dare ad una ampia platea la possibilità di accrescere competenze e conoscenze con uno stile semplice e maturo,con format personalizzati su esigenze specifiche. Queste modalità sono una delle tante vie per contrastare l’obsolescenza professionale, il rischio di uscita dal mercato del lavoro o derating professionale.

Il disciente potrà forgiare la propria professionalità nel tempo, poter disporre di leve della conoscenza per ambire a posti di maggior prestigio o affrontare il cambio di lavoro con serenità e fiducia.

Il corpo docente dei Soci Stasa è pronto per affrontare e proporre aule per skills manageriali integrati a temi dello Human Factor quali lo stress della performance, la vulnerabilità del sistema, il decision making e soprattutto procedure la mitigazione degli errori.

Stasa ora Provider CNI può scrivere la sua pagina condivisa della Sicurezza nelle Organizzazioni Complesse e della Just Culture fornendo solida struttura per aule con CFP.

Il concetto di Just Culture nasce in ambito europeo ed è oggi maggiormente diffuso nel trasporto aereo e nel settore sanitario dove ha contribuito notevolmente ad abbassare i livelli di incidentalità. Si tratta di una moderna cultura della sicurezza nella quale viene facilitata la segnalazione spontanea degli incidenti, anche lievi, al fine di attuare procedure riconosciute a sostegno di un solido sistema di gestione della sicurezza. Nella Just Culture gli operatori in prima linea o altre persone dell’organizzazione non vengono sanzionati per azioni, omissioni o decisioni adottate sulla base della loro esperienza e formazione, ma per la negligenza grave, le infrazioni intenzionali e le azioni lesive. Un pilastro fondamentale del sistema è, in ambito giuridico, la prevenzione e l’individuazione della soglia del rischio accettabile

ANSFISA

https://www.ansf.gov.it/home/-/asset_publisher/RgoAOnvRglhj/content/ansfisa-aderisce-al-comitato-interdisciplinare-just-culture

FS NEWS

https://fsnews.it/it/focus-on/infrastrutture/2021/3/31/ansfisa-comitato-just-culture-cultura-sicurezza.html

CONFETRA Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e delle Logistica

https://www.confetra.com/news/confetra-aderisce-just-culture/

Le riflessioni qui riportate sono un primo passo operativo dell’impegno che gli iscritti all’Ordine Ingegneri possono esprimere per allargare la Casa dell’Ingegnere, sia essa espressione operative di un costante impegno presso il proprio Ordine Provinciale di appartenenza o di dialogo con Provider ed altresì invito alla Scuola Superiore di Formazione CNI (https://www.cni.it/cni/scuola-di-formazione) al sostegno di questa dialettica.

Ing. Carla Miselli

Ordine Ingegneri Modena 1799

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