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discarica e gabbianibird strikeIl Comune di Roma sembra abbia deciso di localizzare la nuova discarica di rifiuti solidi urbani in un’area distante circa due chilometri dalla “vecchia” discarica di Malagrotta, che tra l’altro era la più grande d’Europa, e che in passato è stata ritenuta dagli esperti del settore la causa principale della cospicua presenza di gabbiani e di altri volatili nell’aeroporto di Fiumicino. Naturalmente quanto più è consistente la presenza di volatili tanto più alto è il rischio di impatto e di ingestione nei motori degli aerei con le conseguenze immaginabili.

La nuova ubicazione tuttavia risulta addirittura più vicina all’aeroporto di quella precedente, in particolare alla pista 16L/34R.

Desideriamo in questa sede esporre le ragioni per le quali ubicare una discarica nei pressi di un aeroporto è una scelta che va sconsigliata sul piano del merito, ma soprattutto si pone in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale.

Sul piano fattuale, le discariche costituiscono un formidabile elemento attrattivo per la fauna selvatica, in particolare i gabbiani, che a loro volta costituiscono un grave pericolo per la sicurezza del volo, come dimostrato, da ultimo, dall’incidente Ural Air del 15 Agosto 2019 a Mosca, risoltosi per pura fortuna con un atterraggio di fortuna fuori campo senza perdita di vite umane.

E’ bastato infatti chiudere la discarica di Malagrotta nel 2013 perché le presenze dei gabbiani registrassero un calo del 76%. Altrettanto dicasi per la discarica di Scarpino a Genova, la cui chiusura nel 2014 ha ridotto del 67% il numero degli impatti con i gabbiani.

Ampia è poi la casistica di incidenti e/o inconvenienti causati dalla presenza di gabbiani negli aeroporti e nelle immediate vicinanze, per cui si rimanda ai siti specializzati (www.avherald.com, www.birdstrike.it ecc…) ricordando tuttavia, per quanto riguarda Fiumicino, i due inconvenienti gravi che hanno interessato l’aeroporto in passato, e che solo per un concorso di circostanze fortunate non hanno portato a una catastrofe, quali la doppia ingestione di gabbiani nei motori di un Boeing 767 della Delta Airlines nel 2007, e il bird strike multiplo a un Airbus A340 della Aerolineas Argentinas nel 2012, entrambi rientrati precipitosamente con un atterraggio di emergenza.

Dal punto di vista del diritto interno, il Codice della Navigazione prevede all’art 711 che nelle zone limitrofe agli aeroporti, precedentemente individuate, siano soggette a limitazioni le opere, le piantagioni e le attività che costituiscono un potenziale richiamo per la fauna selvatica o, comunque, un pericolo per la navigazione aerea. Pertanto, la realizzazione di tali opere, piantagioni e attività è subordinata all’autorizzazione preventiva dell’ENAC.

Non solo, ma le attività già esistenti sulle aree così definite, possono essere abbattute o eliminate da parte dell’ENAC, con provvedimento motivato, qualora non siano compatibili con la sicurezza della navigazione.

Relazionandosi a tale norma, il Cap. 4, para. 12 del Regolamento ENAC per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti (che ha valore legale di Regolamento) conferma che la realizzazione di opere, piantagioni o l’esercizio delle attività che possono costituire richiamo per la fauna selvatica nelle zone limitrofe è soggetta ad autorizzazione da parte dell’ENAC.

Nel Cap. 5 del medesimo Regolamento ("Rischio da impatto con volatili”) vengono individuate come oggetto di limitazioni, tra gli altri, le discariche e corpi d’acqua aperta o altre aree umide che possono attrarre volatili ed altra fauna selvatica.

Esistono poi varie altre norme applicative ed informative, tra cui principalmente le “Linee Guida - valutazione delle fonti attrattive di fauna selvatica in zone limitrofe agli aeroporti” e la circolare APT01B, entrambe dell’ENAC.

Infine le “Linee Guida 2018/002 - Ed. 1 - 1° ottobre 2018 - Gestione del rischio Wildlife strike nelle vicinanze degli aeroporti” pubblicate da ENAC,definiscono le nuove discariche contenenti rifiuti organici non trattati come un’attività incompatibile entro gli 8 km da un aeroporto.

A livello mondialeL’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO), tratta il problema dei volatili e delle discariche (considerate fra i maggiori attrattori di fauna selvatica), nei suoi documenti tecnici Annex 14 Aerodromes, Vol. I Aerodrome design and operations, Chapter 9. Emergency and other services; Airport Service Manual (DOC 9137- AN/898) - part 3; Bird Control and Reduction; Airport Planning Manual (DOC 9184 – AN/902) - part 1: Master planning & part 2; Land use and environmental control.), stabilendo tra l’altro che “le autorità preposte devono attivarsi per eliminare o prevenire l’insediamento di discariche a cielo aperto o ogni altra fonte di attrazione per la fauna selvatica negli aeroporti o nelle loro vicinanze, a meno che specifiche analisi di valutazione del rischio non indichino la loro non pericolosità in termini di probabilità di attrarre fauna selvatica in grado di incrementare il rischio di wildlife strike”.

A livello europeo L’Allegato V bis (punto C.2.e) del Regolamento (CE) N. 1108/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica il regolamento (CE) n. 216/2008, riporta che, tra i pericoli per la navigazione aerea nelle aree limitrofe all’aeroporto, va monitorata, tra l’altro, la creazione di quelle aree che potrebbero attirare fauna selvatica nelle vicinanze dell’area di movimento degli aeroporti, valutandone ed attenuandone opportunamente i rischi.

Inoltre, nel Documento tecnico ADR rules, AMC/GM and CS del Regolamento (UE) 139/2014 è specificato, al punto GM2 ADR.OPS.B.020, che il gestore aeroportuale è tenuto a implementare un Piano di gestione del rischio dovuto alla fauna selvatica per un area di circa 13 km dal punto di riferimento dell’aeroporto, e che tale Piano deve includere un processo di accordi con agenzie non aeronautiche, proprietari terrieri ed enti locali per assicurarsi di venire a conoscenza di eventuali sviluppi territoriali che possono influire sul rischi di wildlife strike nelle vicinanze dell’aeroporto.

Infine, non vanno sottaciute le pubblicazioni scientifiche e le linee guida adottate dalla stragrande maggioranza dei paesi aeronauticamente avanzati, univoche nel considerare le discariche dei rifiuti urbani come il pericolo maggiore per la sicurezza degli aeroporti (es. CAA UK, CAP 772, Transport Canada(2001) Sharing The Skys – An Aviation Guide To The Management Of Wildlife Hazards, ACI(2005), Aerodrome Bird Hazard Prevention and Wildlife Management Handbook, Airports Council International, ecc...).

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